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Il trasporto da parte delle imprese dei propri rifiuti aziendali alle discariche o ai luoghi di smaltimento si sta trasformando in un vero e proprio calvario.
Innanzitutto la Giunta provinciale ha annunciato che le proprie norme in materia di trasporto dei propri rifiuti verranno abrogate (in seguito a due sentenze della Corte Costituzionale) e quindi vigerà anche in provincia l'obbligo di iscrizione all'Albo dei gestori ambientali. Il relativo disegno di legge provinciale è all'ordine del giorno del Consiglio provinciale, e migliaia di piccole imprese, quando sarà approvato, saranno passibili di condanna a causa di trasporti non autorizzati (la misura della pena è l'arresto da 3 a 24 mesi e l'ammenda da 2.600 a 26.000 euro) e dovranno affrettarsi a mettersi in regola.
Secondo l'opinione della SHV/CNA è, quindi, indispensabile che l'entrata in vigore della legge provinciale slitti almeno di sei mesi, per dare il tempo alle imprese di mettersi in regola con l'iscrizione all'Albo.
Inoltre la nuova normativa riguardante il sistema di tracciabilità dei rifiuti aziendali (SISTRI) che doveva, nelle buone intenzioni del governo nazionale, rappresentare un nuovo capitolo della lotta contro le eco-mafie, si sta purtroppo rivelando, per artigiani e piccole imprese, un vero e proprio mostro burocratico. E non sono solo le imprese che vi sono sottoposte ad essere stressate, ma anche il Servizio Ambiente della CNA/SHV, che in questi giorni è pressato da un carico enorme di richieste di assistenza ed informazione da parte delle aziende, che sono obbligate ad adeguarsi a questo sistema.
È questa la denuncia che fa il Presidente della CNA/SHV, Claudio Corrarati, che si sta muovendo sia a livello nazionale, sia a livello provinciale per ricercare delle soluzioni. Anche la Presidenza nazionale della CNA, di cui lo stesso Corrarati fa parte, si è già rivolta con una lettera al premier Berlusconi e alla Ministro per l'ambiente, Prestigiacomo facendo presente la situazione di disagio in cui si trovano centinaia di migliaia di piccole e piccolissime imprese italiane (tre - quattromila solo in Alto Adige).
In primo luogo, sottolinea la CNA, i termini di scadenza sono troppo brevi (l'iscrizione va fatta entro il 29 aprile 2010), secondariamente il metodo è troppo complicato affinché i piccoli imprenditori possano affrontarlo da soli, non essendo esperti della materia ed essendo già oberati da infiniti impegni burocratici che li tengono troppo tempo lontani dalla loro attività professionale. Ed infine, il costo dell'operazione è veramente caro.
Naturalmente la lotta alla criminalità organizzata è un compito primario, ma non ha certo senso rincorrere questo obiettivo complicando la vita alla stragrande maggioranza delle imprese incolpevoli. |