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Adesso chi paga?
La semplificazione che chiediamo
Il SISTRI è stato abrogato con il decreto legge 138/2011, il decreto della manovra anti-deficit del 13 agosto. Restano a questo punto, in vigore le regole antecedenti il SISTRI, cioè registro di carico e scarico, MUD e formulari per il trasporto, il tutto in forma cartacea!
Il provvedimento ha colto di sorpresa tutti. Siamo in attesa di delucidazioni su come comportarci; la situazione è farsesca!
Noi ovviamente chiederemo indietro i soldi versati per niente. Ma la riflessione che si impone è su come la politica, quando non sa valutare e pianificare, diventa un costo sia per le imprese sia per tutta la comunità.
Quando nel gennaio 2010 uscì il decreto che istituì il SISTRI la scadenza che il Ministero dell'Ambiente aveva previsto per l'entrata in vigore del sistema era giugno del 2010, obbligando le imprese a costose e snervanti corse ad ostacoli per iscriversi (quasi 4.000 in Alto Adige, piccole e grandi, imprese professionali di gestione rifiuti, ma anche parrucchieri, lavanderie, meccanici ecc.).
Il Ministero avrebbe dovuto distribuire in tutta Italia, entro quella data, ca. 350.000 chiavette USB da utilizzare per la registrazione online dei rifiuti speciali prodotti, e ca. 90.000 Black Box per i mezzi di trasporto che trasportano i rifiuti speciali. Ma le prime chiavette e Black Box arrivarono solo nella seconda metà del 2010 e il sistema era tutt'altro che funzionante, rendendo necessari ben tre rinvi: ultimo quello che avrebbe fatto partire il sistema dal 1° settembre 2011.
Le varie norme e i continui cambiamenti del programma informatico susseguitisi in poco più di un anno hanno trasformato il SISTRI in un vero e proprio incubo per le imprese e le loro associazioni.
Si sono aggiunti, inoltre ed in modo considerevole, ulteriori costi non solo a causa delle quote d'iscrizione versate per due anni, ma anche per le spese accessorie (corsi, consulenze ecc.), per i tempi persi, per l'incertezza normativa. Costi dovuti alla incapacità politica oltre che tecnica di valutare e pianificare l'impatto del nuovo sistema. Costi tutti a carico delle aziende!
Ma ci sarà un altro costo, a carico della collettività intera. Il SISTRI sarebbe stato un potente strumento contro le ecomafie (se funzionante e non riversato in maniera indiscriminata su tutte le imprese). E adesso? Sarà tutto come prima? O peggio?
La scelta politica di calare dall'alto le norme sul SISTRI, ora è stata spazzata via da un'altra scelta politica della stessa maggioranza. E pensarci prima? Ascoltare le innumerevoli grida d'allarme?
Per noi la lezione è chiara: una politica che non si rapporta con tutte le imprese e con le associazioni che le rappresentano sarà sempre condannata a dover fare e poi disfare leggi, scaricando ulteriori costi su cittadini e imprese. Ma sono costi che non possiamo più permetterci!
Ovviamente, siamo soddisfatti per non doverci più preoccupare del SISTRI e di poter lavorare con un po' più di serenità, non poco in questi tempi non facili. Lo avevamo chiesto dall'inizio, e per primi.
Ma la semplificazione ancora non c'è: ci sono ancora obblighi di registri, dichiarazioni e documenti vari, con sanzioni da capogiro. Ci chiediamo (e non solo noi): C'è veramente da festeggiare? |