LA "RESURREZIONE" DEL SISTRI PDF Stampa E-mail

Entrata in vigore il 9 febbraio 2012

Mercoledì sera il Senato ha dato via libera al disegno di legge anti-deficit che contiene anche il ripristino del SISTRI. Poiché il passaggio in Camera dei deputati dovrebbe essere una pura formalità, visto che il Governo chiederà la fiducia per evitare emendamenti, Il SISTRI dovrebbe entrare in vigore il 9 febbraio 2012, per le imprese con massimo 10 addetti non prima del 1° giugno 2012.

Ci sarà una verifica tecnica da parte del Ministero dell'Ambiente con le associazioni entro il 15 dicembre 2011. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della manovra, il Ministero dell'ambiente e Ministero della Semplificazione si impegnano a elaborare deroghe per "...specifiche tipologie di rifiuti, alle quali, in considerazione della quantità e dell'assenza di specifiche caratteristiche di criticità ambientale, sono applicate, ai fini del sistema di controllo di tracciabilità dei rifiuti, le procedure previste per i rifiuti speciali non pericolosi."

Così, ci troviamo di nuovo con le solite dichiarazioni: impegno a collaborare con le imprese, a rivedere le criticità, a rivedere le norme ecc.

Quello che il mondo delle imprese ha chiesto da quasi 2 anni, ma inutilmente.

Di semplificazione, invece, non si parla.....

Dal canto suo, la CNA/SHV non può che ribadire ciò echeggia dal mondo delle imprese, soprattutto quelle piccole, dall'inizio della vicenda SISTRI: Fateci lavorare! Basta con i lacci e i laccioli!

I 20 mesi vissuti con il SISTRI - calato dall'alto un anno e 8 mesi fa senza il coinvolgimento delle imprese interessate, e prorogato per ben 5 volte a causa delle inefficienze del sistema e del Ministero che lo ha organizzato - sono costati un sacco di soldi e di tempo alle imprese (e forse anche allo Stato), provocando un aumento del peso della burocrazia , e facendo percepire il sistema come pura vessazione.

Allora ci poniamo una domanda: quale è il vero motivo, economico, ambientale o morale, per cui chiedere a un'impresa artigiana un computer, internet e capacità informatiche, per smaltire 5 kg di rifiuti all'anno?

Quanto sia persecutoria la normativa che il Senato si appresta a ripristinare, lo dimostra la sanzione prevista per il ritardato pagamento del contributo annuale (di 60 euro) da parte di una lavanderia o di una parrucchiera : tra i 15.000 e 93.000 euro, in quanto produttori di piccole quantità di rifiuti pericolosi!

La Germania, che all'ambiente ci tiene - come abbiamo visto con la sua decisione di abbandonare il nucleare e di puntare su energie sicure -, ma che ci tiene altrettanto alle sue imprese, sta introducendo un sistema di tracciabilità dei rifiuti, quelli pericolosi, con la sobrietà e la pianificazione tipica di uno stato industriale civile e moderno: un anno e mezzo di sperimentazione, poi l'introduzione a fasi senza sanzioni di tipo "emergenza terrorismo". Potremmo imparare?

Quello che CNA chiede, è certezza del diritto, semplificazione per poter aumentare la produttività, uno stato "amico". È chiedere troppo?

 

 
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