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CNA Turismo e Commercio: i negozi di vicinato patrimonio da tutelare

Le città cambiano. E con esse cambia anche quello che fino ad oggi abbiamo conosciuto come il commercio tradizionale. All’interno di questo quadro in costante trasformazione c’è un rischio, però, ed è quello di veder diminuire il numero di attività commerciali di vicinato, necessarie, non solo per le funzioni puramente economiche che il commercio svolge ma anche per le importanti funzioni sociali.

Ed allora è necessario un riequilibrio tra grande distribuzione e imprese del commercio di vicinato operanti nelle città e nei centri storici.

Questi i temi al centro del dibattito “Sfida al mercato globale tra presente e futuro” organizzato da CNA Turismo e Commercio.

I dati parlano chiaro. L’indice delle vendite al dettaglio per la grande distribuzione nel mese di ottobre 2019  si è attestato al + 1,8 %, confermando l’incremento già registrato a settembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Non è lo stesso, però, per le imprese operanti sulle piccole superfici che perdono sulle vendite lo -0,8 %. Risultato inatteso, che poteva far sperare in una ripresa, alla luce di una sostanziale stabilità registrata a settembre (-0,4 %).

D’altro canto, il mese di settembre ha fatto registrare per entrambi i settori una situazione non rosea nell’ alimentare rispettivamente di -0,2 % e – 0,5%.

Situazione diversa per il non alimentare: la grande distribuzione segna un +1,8 % mentre le imprese operanti sulle piccole superfici scendono al -0,4%.

Gli esercizi di vicinato, in quanto radicati nel territorio, sono un grande patrimonio dei centri cittadini e periferici delle città. Qualora dovessero venir meno si aprirebbe uno scenario di desertificazione commerciale e urbana.

Desertificazione scongiurabile attraverso una migliore programmazione del commercio, una serie di interventi inerenti le diverse tipologie merceologiche in relazione alle vocazioni del contesto urbano, e una rete di sostegno del commercio su piccole e medie superfici di vendita.

Un altro tassello estremamente importante per questa filiera è l’attrattività. Le nostre imprese commerciali attive nei centri cittadini e nei borghi hanno bisogno di mettere in campo progetti che abbiano in tutti i periodi dell’anno un certo appeal per i consumatori e per i turisti, soprattutto stranieri, che visitano le nostre città anche per lo shopping, alla ricerca dei migliori prodotti del Made in Italy.

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