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Alloggi temporanei in zona produttiva, accolte le proposta CNA per facilitare l’arrivo di lavoratori e tutelare gli imprenditori pensionati

Giunge quanto mai opportuna, in questa fase socio-economica dei centri urbani dell’Alto Adige caratterizzata da carenza di alloggi e caro-casa, l’introduzione da parte della Giunta provinciale di importanti novità sugli alloggi in zona produttiva: la possibilità di realizzare nelle zone produttive alloggi temporanei per i lavoratori;  la possibilità di consentirne l’utilizzo non solo ai proprietari di imprese, dai dipendenti e dai loro rispettivi familiari, ma anche in caso di separazione coniugale o di scioglimento del matrimonio, quando l'appartamento di servizio è intitolato o assegnato al coniuge con cui vivono i figli, oppure se la prosecuzione dell'attività è impossibile per motivi di forza maggiore e se ci sono figli economicamente dipendenti nel nucleo familiare del titolare; gli imprenditori e i loro familiari, infine, sono autorizzati a utilizzare un appartamento di servizio se hanno terminato il loro lavoro per motivi validi e, con il nuovo regolamento, anche dopo il pensionamento.

“Sono state accolte le proposte formulate da CNA-SHV”, sottolinea Gianni Sarti, direttore di CNA-SHV, architetto urbanista e responsabile degli insediamenti produttivi CNA. Insediamenti con cui l’Associazione, in 30 anni, ha realizzato 15 consorzi (l’ultimo è il Consorzio Green in via Deeg a Bolzano) per dare una “casa” alle piccole imprese.

Uno dei principali problemi che le aziende stanno affrontando è la carenza di mano d’opera qualificata. In questo senso il costo degli alloggi in Alto Adige, sia in acquisto che in affitto, non aiuta certamente a favorire la ricerca di lavoratori da fuori provincia. “Per questo motivo – aggiunge Sarti - il nuovo regolamento provinciale sui locali per l'alloggio temporaneo del personale apre per le imprese una possibilità praticabile per contribuire almeno in parte a risolvere il problema”.

Tra i pareri che le associazioni di categoria hanno inviato alla Provincia nel merito della questione è da rilevare la proposta della CNA-SHV, che è stata accolta, riguardo l’estensione delle tipologie di aziende che possono ospitare lavoratori negli alloggi temporanei. Infatti, oltre ai dipendenti che possono comprovare un rapporto di lavoro regolare con l'impresa che ha costruito o dispone di tali alloggi, le stanze possono essere occupate anche da lavoratori di imprese con esse collegate, di imprese con cui siano in atto forme di collaborazione contrattualizzate, di altre imprese che esercitino un’attività nella medesima zona produttiva o nelle zone produttive limitrofe.

“In questo modo gli alloggi temporanei, una volta realizzati presso i locali di un’impresa – chiarisce il direttore Sarti - possono diventare una valida risposta alle esigenze produttive. In ogni caso le stanze possono essere utilizzate per un periodo non superiore alla durata del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di sei mesi, mentre i dipendenti con un contratto di apprendistato possono occupare le stanze per tutta la durata del contratto. La flessibilità di utilizzo, con apposite deroghe, risolve invece le situazioni problematiche che subentrano in caso di separazione, divorzio e pensionamento dei titolari”.

“Come CNA-SHV – conclude il presidente regionale Claudio Corrarati - auspichiamo che i Comuni si facciano parte attiva nell’introdurre questa possibilità nei piani di attuazione delle diverse zone produttive, in modo che tale positiva apertura resa possibile dalla nuova norma non venga vanificata rimanendo in moti casi silo sulla carta”.

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