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CNA: “Flessibilità e sostegno alle imprese per uscire dalla crisi”

L’economia nazionale e locale si ritrova a far fronte a una nuova situazione di elevata incertezza provocata dalla recrudescenza della pandemia, dalla forte  crescita dei costi energetici e dalla costante difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. La fotografia è stata scattata dalle Confederazioni dell’artigianato e delle piccole imprese che, insieme, hanno scritto al Presidente del Consiglio Mario Draghi per invitarlo a sensibilizzare le istituzioni europee sulla necessità di evitare l’introduzione di ulteriori rigidità della regolamentazione bancaria che rendono ancora più selettivo e complicato l’accesso al credito per le imprese, specialmente quelle di minori dimensioni.

 

Per CNA, Confartigianato e Casartigiani le scelte condivise operate nell’ambito della Legge di Bilancio in materia di accesso al credito e di sostegno alla liquidità non sono sufficienti a garantire alle nostre imprese l’ossigeno necessario. La fine della cosiddetta moratoria di Stato ed il progressivo riallineamento del sistema pubblico delle garanzie rischiano di trasformare il graduale ritorno alla normalità in una ulteriore morsa per le imprese che impedisce loro di consolidare una ripresa possibile o, addirittura, di compromettere definitivamente chi non è riuscito ad ancora ad agganciarla.

Le tre Confederazioni rilevano che al 31 dicembre le moratorie a favore del sistema produttivo ancora attive ammontano a un valore superiore a 35 miliardi e da aprile le imprese che hanno contratto nuovi finanziamenti proprio a valere sulle misure di potenziamento delle garanzie pubbliche dovranno iniziare a restituire, oltre alla quota interessi, anche quella relativa al capitale, ben più corposa. È tutt’altro che scontato che il sistema delle imprese possa assorbire senza contraccolpi tanto la fine delle moratorie, quanto quella del periodo di preammortamento accordati. Diventa indispensabile, pertanto, individuare misure e strumenti che consentano alle imprese di gestire al meglio il rientro alla “normalità”. “Vanno individuate alcune soluzioni per un accompagnamento morbido del sistema produttivo verso l’uscita dalla contingenza negativa – afferma il presidente di CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati -.  Una delle priorità è assicurare un allungamento delle esposizioni debitorie, attraverso una misura ad hoc finalizzata a sostenere la rinegoziazione dei debiti, escludendo l’attuale previsione dell’obbligo di erogare credito aggiuntivo. Queste operazioni potrebbero essere supportate dal Fondo di Garanzia per le PMI, anche in misura inferiore rispetto a quanto oggi previsto, e in complementarietà con altre forme di garanzia privata. Un ulteriore intervento è l’estensione del perimetro della cosiddetta “garanzia pubblica a mercato”, con la finalità di intercettare situazioni, anche nelle PMI, che, pur dovendo ricorrere alla garanzia per l’accesso al credito, non necessitano dell’intensità di aiuto prevista dagli strumenti del Fondo di Garanzia per le PMI, anche in questo caso prevedendo la possibile ed auspicabile complementarietà tra garanzia pubblica e garanzia privata. In parallelo – aggiunge Corrarati – resta fondamentale il ruolo delle cooperative di garanzia come Garfidi che negli ultimi mesi ha lanciato lo strumento del Südtirol Rating. Solo grazie ad una verifica attenta della propria situazione economica e dei propri punti di forza e di debolezza le aziende possono arrivare preparate al confronto con gli istituti bancari”.

Permane, infine, la necessità di individuare strumenti idonei a sostenere le imprese che operano in settori non interessati dalla ripresa e che oggi, a fronte della recrudescenza della pandemia, rischiano seriamente di uscire dal mercato.

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