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I contratti di servizio non sono parificati ai buoni-pasto

Le attività di ristorazione possono accogliere solo i lavoratori la cui azienda ha un contratto di servizio in essere.

Negli ultimi giorni sono state numerose le domande sulla possibilità che le attività di ristorazione continuino a servire i loro clienti che pagano con i buoni pasto. La Provincia ha ora chiarito che ciò non è possibile.

I contratti di servizio per la fornitura di pasti stipulati tra un'attività di ristorazione e un datore di lavoro non sono in alcun modo paragonabili ai contratti di servizio tra i fornitori di buoni pasto.

Le risposte a queste e altre domande sono costantemente aggiornate nelle FAQ del sito provinciale dedicato al coronavirus e al numero verde 800 751 751.

Quarantena, l’Inps non paga il congedo Covid fuori dalla scuola

Niente congedo Covid 19, solo smart working, per i genitori di figli posti in quarantena in palestra, in piscina, o a lezione privata di musica o inglese.  Almeno per ora.

L’Inps, infatti, con la Circolare n. 116/2020 ha chiarito che per usufruire del congedo Covid (50% della remunerazione in base al contratto) previsto dal Decreto legge 111/2020 in alternativa allo smart working, la quarantena attivata dalla Asl deve riguardare soltanto un contatto scolastico.

Eppure la normativa in vigore non dice esattamente questo. Anzi secondo la legge 126/2020, di conversione del Decreto Agosto, sembrerebbe proprio il contrario.

Pensione a 63 anni? Entro novembre c’è l’Ape sociale

Quota 100 o quota 102, ipotesi 41. Per andare in pensione evitando i 67 anni previsti oggi dalla legge Fornero sono queste le riforme allo studio che infiammano il dibattito e fanno sperare a molti ultrasessantenni, non ancora in possesso dei requisiti, di ritirarsi dal lavoro prima. Intanto però c’è l’anticipo pensionistico, l’Ape sociale, le cui domande sono in scadenza il 30 novembre. Una possibilità che consente già a molti cittadini di accedere all’agognato ritiro dal lavoro.

CNA Trentino Alto Adige: "Arrivano le risorse al fondo per l'artigianato FSBA. Sollievo per aziende e lavoratori della regione in attesa da 3 mesi"

“Sono finalmente arrivate al Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato le risorse stanziate dal Decreto Agosto per consentire l’erogazione delle prestazioni di sostegno al reddito legate all’emergenza sanitaria”. Lo rende noto la CNA Trentino Alto Adige, che la settimana scorso aveva sollecitato i Ministeri competenti a sbloccare le risorse già individuate. 

“Fsba può riprendere il versamento delle integrazioni salariali – aggiunge Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale - procedendo al pagamento delle richieste ricevute per i mesi di maggio, giugno e luglio di quest’anno che riguardano centinaia di aziende e migliaia di lavoratori in Trentino Alto Adige, ben 150.000 aziende e 423.000 lavoratori in tutta Italia. Si tratta di uno stanziamento importante, atteso da diverse settimane e sollecitato a più riprese ai ministri dalla CNA, che si è fatta carico delle istanze di imprese e lavoratori ai limiti della disperazione”.