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CNA-SHV: "Blocco dei mezzi pesanti in città, soluzione sbagliata. Penalizza l'economia e non garantisce la sicurezza nelle ore di minor traffico"

CNA-SHV è vicina alla donna che, ieri mattina, mentre viaggiava in bicicletta, è rimasta gravemente ferita in un incidente con un camion per il trasporto legname all’incrocio tra Corso Italia e Corso Libertà a Bolzano.

Allo stesso tempo, però, l’Unione degli Artigiani e delle Piccole e Medie imprese ritiene che non si possano scaricare sic et simpliciter responsabilità e soluzioni sul mondo economico.

“La prospettata ordinanza di chiusura al traffico dei mezzi pesanti (autocarri oltre 7,5 t ed autoarticolati) lungo le vie cittadine, compresi quelli che arrivano o sono diretti verso la Val Sarentino, nell’unico percorso possibile che comprende via Cadorna, corso Libertà, Corso Italia e via Roma, va nella direzione sbagliata – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV – perché penalizza l’economia e non garantisce il verificarsi di analoghi o anche peggiori incidenti in ore considerate di minor traffico”.

“In questo momento – prosegue Corrarati – la città è piena di cantieri, alcuni dei quali sono in ritardo di esecuzione e potrebbero anche essere chiusi in attesa delle rifiniture. In futuro, con le attese grandi opere che sono in fase di progettazione, probabilmente ci saranno ancora più disagi. Crediamo sia necessario un più efficace coordinamento dei cantieri, pubblici e privati, che insistono sul territorio cittadino. Inoltre sono necessari più controlli da parte della Polizia municipale e dei volontari agli incroci ritenuti pericolosi. Da non trascurare la sensibilizzazione dei cittadini affinché i pedoni stiano sui marciapiedi e non attraversino la strada fuori dalle strisce e i ciclisti usino le ciclabili anziché le strade. L’obiettivo è la miglior convivenza possibile tra i cittadini e gli operatori economici, compresi i grandi mezzi da e per la Val Sarentino per i quali, in attesa della realizzazione della galleria di Monte Tondo per la quale serviranno almeno 7 anni, non esistono percorsi alternativi”.