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CNA: “Nel nuovo welfare più spazio alle piccole imprese”

Operazione welfare sostenibile. Ossia un grande Patto di collaborazione fra lo Stato, le famiglie e le imprese italiane che dia vita a un welfare nuovo per una società nuova. E’ questa l’idea lanciata dal presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino, nella veste di presidente del Patronato Epasa -Itaco cittadini e imprese nel corso del workshop internazionale ‘Innovazione sociale sostenibile per il welfare di domani’, in svolgimento a Roma. Un’assise di oltre 170 responsabili dei Patronati italiani e stranieri provenienti da Belgio, Germania, Svizzera, Spagna, Australia, Argentina, Brasile, Canada e Stati Uniti.

“Così come parliamo di una green economy e di una economia sostenibile – ha spiegato Vaccarino introducendo i lavori – dobbiamo parlare di un welfare sostenibile, ovvero un grande Social New Deal, una nuova fase in cui il welfare non è solo costo, ma anche opportunità di crescita e risposta appropriata ai bisogni delle famiglie”.

“Il welfare che abbiamo vissuto sino ad ora, pensato per una economia fordista – ha spiegato – ha mostrato, via via, tutti i suoi limiti con il passare degli anni, fino a diventare, almeno per i servizi alle persone, un welfare ‘fai da te’, in cui le famiglie italiane sono state chiamate a organizzarsi da sole con un contributo cash dello Stato”.

“Si tratta di organizzare il nostro welfare in modo tale che lo Stato sia in grado di erogare servizi alle famiglie coinvolgendo le piccole e medie imprese italiane – ha concluso Vaccarino – dando vita a un sistema integrato in cui il cittadino rappresenta i propri bisogni e ottiene risposte. Crediamo sia il modo più efficace, un modo  fra l’altro sperimentato anche in altri Paesi europei”.

Un tema, questo, di straordinaria attualità e al centro del III Rapporto sul welfare del Patronato Epasa Itaco che uscirà a metà dicembre a cura di Andrea Ciarini, Fiorenza Deriu, entrambi dell’Università la Sapienza, e Franca Maino, dell’Università statale di Milano.

E proprio Ciarini ha anticipato alcuni risultati dello studio nel corso della mattinata di lavori.

“Come per gli anni scorsi – ha annunciato – sono stati mappati i principali trend di cambiamento nel sistema dei servizi alle persone, con particolare riferimento agli andamenti occupazionali, ancora in crescita nonostante l’andamento stagnante dell’economia e ai cambiamenti nei sistemi di impresa, profit e non profit”.

Un ruolo centrale in questo progetto va assegnato proprio ai Patronati. “C’è la possibilità di essere al centro di un’operazione ambiziosa e straordinaria – ha osservato Valter Marani, direttore del Patronato Epasa- Itaco ai responsabili di Patronato Italiani e stranieri presenti – noi siamo i terminali delle richieste di cura dei cittadini italiani che sono in difficoltà o che vogliono crescere nel loro percorso lavorativo e di vita. Nessuna nuova piattaforma digitale, seppure moderna e capillare, può rispondere come noi, con persone, volti e uffici, a questa domanda. Possiamo cogliere questa grande opportunità di cambiamento e diventare un ingranaggio fondamentale della nuova coesione sociale e di sviluppo del Paese”.