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CNA-SHV: "Emergenza Covid-19, adesso si dia fiducia alle imprese, a cominciare da parrucchieri e centri estetici. I protocolli garantiranno la sicurezza. Da chiarire a Roma il caso dei ristori"

CNA-SHV valuta positivamente la decisione odierna della Giunta provinciale, che, accogliendo le richieste dell’Unione Artigiani e delle Piccole e Medie Imprese, vuole dare fiducia alle aziende e procedere, in tempi brevi, con la riapertura di numerose attività.

“Siamo certi – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV – che le imprese sapranno tutelare dipendenti e clienti con l’applicazione severa e puntuale dei protocolli di sicurezza testati da fine aprile a inizio novembre, quando è scattato il secondo lockdown. La riapertura, prima ancora degli aiuti economici, è l’unico modo concreto per consentire alle aziende di lavorare, incassare, pagare le tasse, i mutui, i lavoratori, far girare l’economia”.

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, nel corso della conferenza stampa alla fine della seduta di giunta, ha annunciato che, valutato l’esito del Corona screening e previo confronto con gli esperti sui dati attuali della curva di contagio e dell'indicatore RT, da lunedì 30 novembre verranno tolte le regole più restrittive della zona rossa: riapriranno, tra l’altro, i parrucchieri e i centri estetici, parte dei negozi al dettaglio e i mercati. Da venerdì 4 dicembre riapriranno tutto il commercio, bar e ristoranti.

Le misure verranno approfondite nei prossimi giorni con il Governo, prima di emettere le relative ordinanze con i dettagli operativi (orari, restrizioni, indicazioni operative).

“Cogliamo l’occasione dell’imminente confronto con il Governo – prosegue Corrarati – per ricordare al presidente Kompatscher la necessità di chiarire la vicenda dei ristori ai parrucchieri, esclusi dal decreto legge nazionale perché, nel resto d’Italia, sono rimasti aperti anche nelle zone rosse. Chiediamo anche che la Provincia faccia pressing a Roma per cambiare il meccanismo degli aiuti economici, spostando i criteri dai codici ATECO al calo dimostrabile dei fatturati, perché per ogni azienda sospesa ci sono almeno tre imprese che lavorano e incassano meno. Nell’ottica di filiera, infine, auspichiamo che tutta l'economia possa pian piano ripartire, pur se con le dovute cautele e restrizioni. Ogni pezzo mancante - dagli impianti sportivi alle palestre, dagli impianti sciistici ai teatri e ai cinema - è lavoro in meno per le aziende artigiane e dei servizi”.