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“Aree produttive e verde agricolo, si parta da una programmazione”

“Il caso Alpitronic dimostra quanto la città capoluogo sia deficitaria in materia di programmazione urbanistica”. Il presidente di CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati interviene sul dibattito a proposito di aree produttive che sta scaldando la già rovente estate bolzanina. “Se da una parte – prosegue Corrarati – come rappresentanti del mondo economico siamo felici che un’eccellenza come l’azienda leader europea nella realizzazione di colonnine elettriche possa avere a disposizione, anche se come soluzione temporanea, i locali dell’ex magazzino Frubona, dall’altra siamo convinti che nella città capoluogo non si possa andare avanti a tamponare le emergenze”. Per CNA SHV è arrivato il momento, non più procrastinabile, di una programmazione chiara e definita.

“Partendo dall’idea che le aree agricole del territorio bolzanino vadano tutelate, siamo convinti che una programmazione nel segno della sostenibilità sia quanto mai necessaria. Non più, quindi, risposte a emergenze e minacce di trasferimenti fuori provincia, ma un piano chiaro, dettagliato, condiviso con le parti sociali, che metta nero su bianco quali aree possano essere oggetto di cambi di destinazione d’uso. L’economia e in particolare le PMI bolzanine, vera spina dorsale dell’economia cittadina, da troppo tempo attendono una risposta in termini di spazi”, afferma Corrarati. Solo CNA-SHV ha raccolto negli ultimi mesi la richiesta di quindici imprese artigiane a caccia di aree. “L’ultima zona produttiva di interesse comunale – spiega il segretario di CNA SHV Alto Adige e urbanista Gianni Sarti -  è stata quella dei Piani dietro le caserme Rispoli-Siracusa. Erano gli anni ’90. Da allora tutte le aree produttive nel capoluogo sono state quelle di interesse provinciale (ex Aluminia, ex Magnesio, ex Iveco, Via Einstein). Insomma facendo due conti sono 20 anni che il Comune non interviene sul tema, non esiste un ufficio che se ne occupi e non viene più stilata una graduatoria delle richieste, come veniva fatto in passato. Come CNA abbiamo più volte proposto di intervenire sul costruito optando per adattamenti di strutture esistenti – continua Sarti – ma il presupposto sarebbe un serio censimento degli immobili inutilizzati che Piazza Municipio non ha mai voluto fare”. Risultato: un’azienda in cerca di spazi deve rivolgere lo sguardo fuori del territorio comunale. “Che sia l’area Mebo Center di cui si torna a parlare in queste ore o altre aree individuabili nel territorio comunale, o sovracomunale se si iniziasse a pensare in ottica di area urbana funzionale, una cosa è certa: deve essere fatta una programmazione sulle esigenze, solo così si può ottenere una visione di sviluppo economico del e sul territorio”, conclude il presidente di CNA Trentino Alto Adige.