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Misure e pratiche per ridurre i rischi sul lavoro derivanti dal caldo

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha recentemente invitato il proprio personale ad intensificare le attività di sensibilizzazione e di  verifica, nel corso dell’attività di vigilanza, in merito a quali misure di prevenzione siano state previste ed attuate dal datore di lavoro al fine di ridurre al minimo il rischio di “stress termico ambientale”  e quindi al fine della tutela dei lavoratori riguardo gli adempimenti inerenti i rischi sul lavoro derivanti dal caldo.

Le elevate temperature -in assenza di misure idonee-, specie nel caso di lavorazioni faticose e in assenza di adeguate pause di recupero, oltre a essere causa di malori possono ridurre la capacità di attenzione del lavoratore e quindi aumentare il rischio di infortuni. Particolarmente esposti al rischio in questione risultano coloro che svolgono l'attività lavorativa all'aperto, in particolare edilizia e agricoltura, unitamente a coloro che sono impegnati in ambienti chiusi senza ventilazione adeguata.

In merito a questo tema e alle strategie di intervento che i datori di lavoro possono adottare per contrastare lo stress termico ambientale, segnaliamo il progetto Inail denominato "Worklimate" sull’impatto dello stress termico ambientale sulla salute e produttività dei lavoratori, ricco di materiali utili come ad esempio il “Decalogo Per La Prevenzione Delle Patologie Da Calore Nei Luoghi Di Lavoro”.

Inoltre, il Portale agenti fisici "PAF" approfondisce i rischi microclimatici e le relative patologie, anche tenendo conto di quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” (art. 28, co.1 D.Lgs.81/2008).